Aaargh! Mi stavo quasi dimenticando di scrivere un post a questo proposito (ero troppo presa con l'organizzazione della mia visita in fiera)!
Vediamo di riassumere brevemente cos'è: "Fa' la cosa giusta!" è la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, inizia oggi ed è alla sua nona edizione.
Ci sono oltre 250 appuntamenti, 750 espositori e 10 sezioni tematiche (cito dal sito dell'evento):
TURISMO CONSAPEVOLE - Sezione speciale 2012
Associazioni, enti pubblici, imprese profit o non profit e altre realtà impegnate nell'organizzazione e nella promozione di un turismo rispettoso dell'ambiente, dei diritti dei popoli e dei lavoratori.
ABITARE GREEN
Arredamento eco-compatibile, equo e solidale; design per la sostenibilità e l'accessibilità; studi di progettazione sostenibile, autocostruzione, complementi d'arredo con materiali naturali o di riciclo, detersivi eco compatibili, aziende di raccolta dei rifiuti e di macchine e sistemi per la raccolta e il riciclo, bio-edilizia e bio-architettura, risparmio energetico, agevolazioni fiscali e finanziamenti etici, energia prodotta da fonti rinnovabili. Spazio Orti e giardini.
COMMERCIO EQUO e SOLIDALE
Empori e botteghe del mondo, produttori del Sud del mondo, associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale.
COSMESI NATURALE (novità 2012)
Prodotti per la bellezza, la cura del corpo e l'igiene personale.
CRITICAL FASHION
"Consumare moda critica" significa dedicare attenzione non solo allo stile e alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano; il vestire acquista sempre più un valore simbolico, diventa il tramite per un messaggio relativo ai nostri valori, alla nostra identità, al nostro stile di vita.
IL PIANETA DEI PICCOLI
Abbigliamento, arredamento, giochi, prodotti per l'igiene personale e per la cura del bambino.
MANGIA COME PARLI
Aziende agricole (produttori e trasformatori) e distributori biologici e biodinamici; realtà che difendono la biodiversità; produttori locali a "Km 0"; associazioni e istituzioni impegnate in progetti di educazione all'alimentazione e in difesa della sovranità alimentare, consorzi di tutela dei prodotti tipici.
MOBILITA' SOSTENIBILE
Associazioni, enti pubblici e imprese profit e non profit impegnate nella diffusione di strumenti di mobilità sostenibile: bicicletta, trasporto pubblico, car sharing, car pooling, apparecchi elettrici e a idrogeno.
PACE E PARTECIPAZIONE
Associazioni locali e nazionali, distretti e reti, campagne, gruppi informali, gruppi d'acquisto, associazioni per la pace e la nonviolenza, Ong, volontariato, banche del tempo, comunità di vita, associazioni di tutela dei consumatori (Salone dei Consumatori), sindacati
SERVIZI PER LA SOSTENIBILITA'
Servizi vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.
SPAZIO NARRATIVA
Siti, periodici, case editrici, case di produzione cinematografica e discografica, gruppi, associazioni, cooperative, imprese impegnate nella produzione e/o distribuzione di progetti e prodotti culturali.
Il tema attorno a cui ruota l'edizione di quest'anno è "Il futuro è di chi lo fa", ed in fiera è anche presente un muro (foto qui sotto) su cui completare con i nostri pensieri la frase "il futuro è di chi..."
Qui trovate il programma completo e ci sono anche la pagina facebook e quella di twitter da seguire per essere costantemente aggiornati sulla fiera.
Vivere ogni giorno eticamente per salvaguardare il nostro Pianeta. Si parlerà di energie alternative, riciclo creativo, risparmio energetico... e chi più ne ha più ne metta...
venerdì 30 marzo 2012
mercoledì 28 marzo 2012
Energia dalla biomassa
Introduzione
Con il termine "biomassa" ci si riferisce a diversi tipi di risorse - come ad esempio alberi, erba, foreste, prodotti agricoli e rifiuti urbani - che possono essere sfruttati per produrre energia pulita. La biomassa è una fonte di energia rinnovabile perchè l'energia che contiene deriva dal sole. Attraverso la fotosintesi, la clorofilla delle piante cattura l'energia solare convertendo in carboidrati l'anidride carbonica contenuta nell'aria e nell'acqua presente nel terreno.
Quando i carboidrati vengono bruciati, si scompongono nuovamente in anidride carbonica e acqua, rilasciando l'energia solare che contenevano: in questo modo la biomassa funziona come una specie di batteria naturale che accumula energia solare.
Il modo più comune per catturare questa energia è proprio bruciando la biomassa, per produrre calore, vapore ed elettricità, ma negli ultimi anni si è visto che ci sono altri modi più efficienti e puliti per usare la biomassa: ad esempio può essere usata per produrre combustibili liquidi, oppure può essere trasformata in gas combustibili attraverso un processo chiamato "gassificazione".
In generale ci sono due approcci usati per produrre energia: coltivare piante specificatamente per scopi energetici (tra queste ricordiamo il panico verga e il salice) oppure utilizzare i residui di piante adoperate per altri impieghi.
Gli alberi e le graminacee, in particolare quelle native di una certa zona, sono le coltivazioni migliori per produrre energia, ma anche altri tipi di piante, come il mais, vengono attualmente impiegati per scopi energetici anche se violano un po' i principi di agricoltura sostenibile.
Coltivazioni energetiche
Vediamo un po' le caratteristiche delle diverse coltivazioni.
Alberi
Oltre al fatto di crescere velocemente, alcuni tipi di alberi crescono nuovamente dopo essere stati tagliati raso terra con una procedura chiamata "ceduazione". Il rinnovamento delle piante in seguito al taglio avviene con nuovi fusti (chiamati polloni) originati da gemme presenti sulla ceppaia; questo permette il taglio degli alberi circa ogni 3-8 anni, per 20/30 anni prima di essere reimpiantati. Questi alberi sono anche chiamati "piantagioni a breve rotazione", un esempio tipico è il pioppo.
Graminacee
Il panico verga e altre specie native di graminacee crescono in fretta e possono essere tagliate molte volte per più di 10 anni prima di essere reimpiantate.
Altre coltivazioni
Un terzo tipo di coltivazioni include le piante erbacee annuali, solitamente coltivate per scopi alimentari (come il mais o il sorgo). Dato che devono essere ripiantate ogni anno, però, richiedono un maggiore uso di fertilizzanti, pesticidi ed energia.
Piante oleose
Piante come la soia e il girasole producono olio, che può essere usato per fabbricare carburanti. Queste coltivazioni, tuttavia, potrebbero non essere sostenibili nel lungo periodo.
Residui provenienti da biomassa
La biomassa può essere anche ricavata da residui di piante utilizzate precedentemente per altri scopi: la silvicoltura, l'agricoltura e le industrie manifatturiere generano rifiuti vegetali e animali in grandi quantità. Anche i rifiuti urbani, come l'immondizia o i liquami, sono delle fonti di energia da biomassa.
Silvicoltura
I rifiuti provenienti dalla silvicoltura sono attualmente la risorsa più utilizzata per produrre calore e energia; le più grandi risorse di rifiuti legnosi sono i rami lasciati a terra dopo le operazioni di raccolta del legname.
Agricoltura
Come nel caso della silvicoltura, anche in agricoltura si producono molti scarti. Alcuni devono essere lasciati sul posto per reintegrare i nutrienti del terreno, ma altri possono essere utilizzati per produrre carburante. Le fattorie poi producono molti rifiuti umidi sotto forma di letame.
Città
Le persone generano biomassa di scarto in diversi modi, come i "rifiuti legnosi urbani" (imballaggi, mobili, ecc...), residui biodegradabili (carta, cibo, rifiuti da giardino, ecc...) e gas emessi dalle discariche quando l'immondizia si decompone.
La conversione della biomassa in energia
Il più antico metodo per convertire la biomassa in energia, usato per centinaia di anni, consisteva semplicemente nel bruciarla per produrre calore. Questo poteva essere usato direttamente per il riscaldamento, per cucinare e per i processi industriali, oppure indirettamente per produrre elettricità. Il problema di bruciare la biomassa è che la maggior parte dell'energia viene persa e può produrre fumi inquinanti se il processo non è monitorato. Un approccio che può aumentare l'uso dell'energia proveniente da biomassa nel breve periodo è bruciarla nelle centrali elettriche, mescolandola col carbone, in un processo chiamato "coalimentazione". La biomassa può sostituire più del 20% del carbone usato in una caldaia. I benefici associati alla coalimentazione con biomassa includono bassi costi operativi, riduzione di emissioni nocive e una maggior sicurezza energetica.
Esistono numerosi processi in cui la biomassa è convertita in energia senza essere bruciata: queste tecnologie convertono la biomassa grezza in combustibili gassosi, liquidi o solidi che possono essere usati direttamente in una centrale elettrica per generare energia.
I carboidrati presenti nella biomassa, che sono composti da ossigeno, carbonio e idrogeno, possono essere scissi in diversi prodotti chimici, alcuni dei quali sono dei carburanti funzionali.
Questa conversione può essere fatta in tre modi:
- Termochimico. Quando i materiali vegetali sono riscaldati ma non bruciati, la scissione produce elementi gassosi, liquidi e solidi.
- Biochimico. I batteri, i lieviti e gli enzimi scindono i carboidrati. La fermentazione converte la biomassa liquida in alcool, che è un combustibile.
- Chimico. Gli olii provenienti dalla biomassa (come la soia e l'olio di canola) possono essere convertiti chimicamente in un combustibile liquido simile al diesel e in additivi per la benzina.
Benefici per l'ambiente
L'energia proveniente da biomassa porta numerosi benefici per l'ambiente , come la riduzione dell'inquinamento dell'aria e dell'acqua, l'aumento della qualità del suolo e il miglioramento dell'habitat della fauna selvatica.
Conclusioni
Oltre a molti benefici ambientali, la biomassa offre tanti benefici economici e di sicurezza energetica. Coltivando in loco i carburanti che ci servono, si riduce l'importazione del petrolio e si riducono le problematiche dovute ad un futuro esaurimento di questa fonte energetica.
Con il termine "biomassa" ci si riferisce a diversi tipi di risorse - come ad esempio alberi, erba, foreste, prodotti agricoli e rifiuti urbani - che possono essere sfruttati per produrre energia pulita. La biomassa è una fonte di energia rinnovabile perchè l'energia che contiene deriva dal sole. Attraverso la fotosintesi, la clorofilla delle piante cattura l'energia solare convertendo in carboidrati l'anidride carbonica contenuta nell'aria e nell'acqua presente nel terreno.
Quando i carboidrati vengono bruciati, si scompongono nuovamente in anidride carbonica e acqua, rilasciando l'energia solare che contenevano: in questo modo la biomassa funziona come una specie di batteria naturale che accumula energia solare.
Il modo più comune per catturare questa energia è proprio bruciando la biomassa, per produrre calore, vapore ed elettricità, ma negli ultimi anni si è visto che ci sono altri modi più efficienti e puliti per usare la biomassa: ad esempio può essere usata per produrre combustibili liquidi, oppure può essere trasformata in gas combustibili attraverso un processo chiamato "gassificazione".
In generale ci sono due approcci usati per produrre energia: coltivare piante specificatamente per scopi energetici (tra queste ricordiamo il panico verga e il salice) oppure utilizzare i residui di piante adoperate per altri impieghi.
Gli alberi e le graminacee, in particolare quelle native di una certa zona, sono le coltivazioni migliori per produrre energia, ma anche altri tipi di piante, come il mais, vengono attualmente impiegati per scopi energetici anche se violano un po' i principi di agricoltura sostenibile.
Coltivazioni energetiche
Vediamo un po' le caratteristiche delle diverse coltivazioni.
Alberi
Oltre al fatto di crescere velocemente, alcuni tipi di alberi crescono nuovamente dopo essere stati tagliati raso terra con una procedura chiamata "ceduazione". Il rinnovamento delle piante in seguito al taglio avviene con nuovi fusti (chiamati polloni) originati da gemme presenti sulla ceppaia; questo permette il taglio degli alberi circa ogni 3-8 anni, per 20/30 anni prima di essere reimpiantati. Questi alberi sono anche chiamati "piantagioni a breve rotazione", un esempio tipico è il pioppo.
Graminacee
Il panico verga e altre specie native di graminacee crescono in fretta e possono essere tagliate molte volte per più di 10 anni prima di essere reimpiantate.
Altre coltivazioni
Un terzo tipo di coltivazioni include le piante erbacee annuali, solitamente coltivate per scopi alimentari (come il mais o il sorgo). Dato che devono essere ripiantate ogni anno, però, richiedono un maggiore uso di fertilizzanti, pesticidi ed energia.
Piante oleose
Piante come la soia e il girasole producono olio, che può essere usato per fabbricare carburanti. Queste coltivazioni, tuttavia, potrebbero non essere sostenibili nel lungo periodo.
Residui provenienti da biomassa
La biomassa può essere anche ricavata da residui di piante utilizzate precedentemente per altri scopi: la silvicoltura, l'agricoltura e le industrie manifatturiere generano rifiuti vegetali e animali in grandi quantità. Anche i rifiuti urbani, come l'immondizia o i liquami, sono delle fonti di energia da biomassa.
Silvicoltura
I rifiuti provenienti dalla silvicoltura sono attualmente la risorsa più utilizzata per produrre calore e energia; le più grandi risorse di rifiuti legnosi sono i rami lasciati a terra dopo le operazioni di raccolta del legname.
Agricoltura
Come nel caso della silvicoltura, anche in agricoltura si producono molti scarti. Alcuni devono essere lasciati sul posto per reintegrare i nutrienti del terreno, ma altri possono essere utilizzati per produrre carburante. Le fattorie poi producono molti rifiuti umidi sotto forma di letame.
Città
Le persone generano biomassa di scarto in diversi modi, come i "rifiuti legnosi urbani" (imballaggi, mobili, ecc...), residui biodegradabili (carta, cibo, rifiuti da giardino, ecc...) e gas emessi dalle discariche quando l'immondizia si decompone.
La conversione della biomassa in energia
Il più antico metodo per convertire la biomassa in energia, usato per centinaia di anni, consisteva semplicemente nel bruciarla per produrre calore. Questo poteva essere usato direttamente per il riscaldamento, per cucinare e per i processi industriali, oppure indirettamente per produrre elettricità. Il problema di bruciare la biomassa è che la maggior parte dell'energia viene persa e può produrre fumi inquinanti se il processo non è monitorato. Un approccio che può aumentare l'uso dell'energia proveniente da biomassa nel breve periodo è bruciarla nelle centrali elettriche, mescolandola col carbone, in un processo chiamato "coalimentazione". La biomassa può sostituire più del 20% del carbone usato in una caldaia. I benefici associati alla coalimentazione con biomassa includono bassi costi operativi, riduzione di emissioni nocive e una maggior sicurezza energetica.
Esistono numerosi processi in cui la biomassa è convertita in energia senza essere bruciata: queste tecnologie convertono la biomassa grezza in combustibili gassosi, liquidi o solidi che possono essere usati direttamente in una centrale elettrica per generare energia.
I carboidrati presenti nella biomassa, che sono composti da ossigeno, carbonio e idrogeno, possono essere scissi in diversi prodotti chimici, alcuni dei quali sono dei carburanti funzionali.
Questa conversione può essere fatta in tre modi:
- Termochimico. Quando i materiali vegetali sono riscaldati ma non bruciati, la scissione produce elementi gassosi, liquidi e solidi.
- Biochimico. I batteri, i lieviti e gli enzimi scindono i carboidrati. La fermentazione converte la biomassa liquida in alcool, che è un combustibile.
- Chimico. Gli olii provenienti dalla biomassa (come la soia e l'olio di canola) possono essere convertiti chimicamente in un combustibile liquido simile al diesel e in additivi per la benzina.
Benefici per l'ambiente
L'energia proveniente da biomassa porta numerosi benefici per l'ambiente , come la riduzione dell'inquinamento dell'aria e dell'acqua, l'aumento della qualità del suolo e il miglioramento dell'habitat della fauna selvatica.
Conclusioni
Oltre a molti benefici ambientali, la biomassa offre tanti benefici economici e di sicurezza energetica. Coltivando in loco i carburanti che ci servono, si riduce l'importazione del petrolio e si riducono le problematiche dovute ad un futuro esaurimento di questa fonte energetica.
venerdì 16 marzo 2012
Grow the Planet - it's time to grow up and make a better world
Grow the Planet è una community dedicata alla coltivazione dell'orto e alla sostenibilità ambientale, che insegna come creare un orto e imparare a coltivare nel modo migliore in base alle proprie esigenze, grazie anche agli strumenti tecnologici che permettono di seguire le coltivazioni step by step.
Oltre a questo, il sito dà la possibilità di scambiarsi semi, terreno e ortaggi, risparmiando e mangiando prodotti a km zero!
Questo è un video-demo che spiega un po' le caratteristiche di questa community http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=CavyMZmlgt0
Buona coltivazione!
Oltre a questo, il sito dà la possibilità di scambiarsi semi, terreno e ortaggi, risparmiando e mangiando prodotti a km zero!
Questo è un video-demo che spiega un po' le caratteristiche di questa community http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=CavyMZmlgt0
Buona coltivazione!
giovedì 1 marzo 2012
Earth Hour... manca un mese!
Oggi volevo parlarvi di un evento organizzato dal WWF che ormai è diventato globale: il 31 marzo le luci dei principali monumenti e dei luoghi simbolo del mondo si spegneranno per un'ora (dalle 20.30 alle 21.30) per ricordare che servono azioni concrete al fine di poter costruire un futuro sostenibile per fermare i cambiamenti climatici che stanno avvenendo sul nostro Pianeta.
All'evento possono (e devono!) partecipare tutti, non solo spegnendo tutte le luci per un'ora, ma partecipando anche attivamente agli eventi organizzati nelle piazze di diverse città italiane, scaricando loghi, banner, distribuendo locandine, ecc...
Tutto quello che può essere utile affinchè l'Earth Hour sia un grandissimo successo lo trovate a questa pagina: http://www.wwf.it/oradellaterra/index.aspx alla sezione "cosa puoi fare".
Se poi volete divertirvi un po' durante le giornate noiose, sul sito inglese dell'evento - http://earthhour.org/ - alla sezione "fun stuff" trovate un sacco di bellissimi giochi: si va dalla creazione di lanterne luminose virtuali ad un interruttore virtuale per imparare a spegnere la luce, al gioco in cui si devono spegnere tutte le lampadine della città.
Il WWF ha anche pensato ad un modo per coinvolgere i più piccoli: bisogna aiutare Pocoyo a fare correttamente la raccolta differenziata (e ogni 10000 giocate Pocoyo si impegna a piantare 10000 alberi!)... Non solo... C'è anche un Activity Book con giochi e attività per riciclare gli oggetti che abbiamo in casa e creare un sacco di cose carine!
Fatevi coinvolgere... Earth Hour 2012 !
All'evento possono (e devono!) partecipare tutti, non solo spegnendo tutte le luci per un'ora, ma partecipando anche attivamente agli eventi organizzati nelle piazze di diverse città italiane, scaricando loghi, banner, distribuendo locandine, ecc...
Tutto quello che può essere utile affinchè l'Earth Hour sia un grandissimo successo lo trovate a questa pagina: http://www.wwf.it/oradellaterra/index.aspx alla sezione "cosa puoi fare".
Se poi volete divertirvi un po' durante le giornate noiose, sul sito inglese dell'evento - http://earthhour.org/ - alla sezione "fun stuff" trovate un sacco di bellissimi giochi: si va dalla creazione di lanterne luminose virtuali ad un interruttore virtuale per imparare a spegnere la luce, al gioco in cui si devono spegnere tutte le lampadine della città.
Il WWF ha anche pensato ad un modo per coinvolgere i più piccoli: bisogna aiutare Pocoyo a fare correttamente la raccolta differenziata (e ogni 10000 giocate Pocoyo si impegna a piantare 10000 alberi!)... Non solo... C'è anche un Activity Book con giochi e attività per riciclare gli oggetti che abbiamo in casa e creare un sacco di cose carine!
Fatevi coinvolgere... Earth Hour 2012 !
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
